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I masnadieri

18 e 20
GENNAIO
ORE 10

TEATRO DI ROMA/
TEATRO STABILE DELL'UMBRIA

in collaborazione con la Versiliana Festival
"I masnadieri"
di Friedrich Schiller

con la Giovane Compagnia del Teatro
di Roma: Gianni Giuliano, Simone Toni,
Francesco Bonomo, Cristina Pasino,
Marco Grossi, Filippo De Toro,
Luca Mascolo, Fabio Casali,
Giulio Pampiglione, Giovanni Prosperi,
Alessandro Scaretti, Michele De Maria,
Daniele Gonciaruk, Andrea Macaluso,
Davide Gagliardini, Carlo Sciaccaluga,
Luca Mannocci, Daniele Ciglia,
Daniele Gonciaruk
regia di Gabriele Lavia

 

Gabriele Lavia, neodirettore del Teatro di Roma, rimette in scena “I masnadieri” di Schiller. Dopo la “mitica” edizione del 1982 che ha segnato l’immaginario di moltissimi spettatori, lo fa dirigendo una compagnia di ben diciotto attori, realizzando ancora una volta una coproduzione tra Teatro di Roma e Teatro Stabile dell’Umbria.

“Spesso quando parliamo di romanticismo abbiamo un'idea molto stereotipata, pensiamo a dei bei tramonti, a una signorina di buona famiglia turbata per amore che abbassa gli occhi di fronte allo sguardo di un uomo. Non è esattamente questo. Vi erano persone che lottavano per la libertà: la battuta più importante de 'I masnadieri' è «Libertà o morte»; la gente è morta per la libertà, in questo ambito, in questo clima culturale, in questa passione verso la libertà, in questo amore verso il sapere, in questo desiderio di fare luce sul buio in cui il potere ha tenuto tutto il mondo, nasce questo testo che (ahimè) sembra scritto oggi. “Die Räuber”, cioè i fuorilegge, i banditi, i briganti, ma per noi, e probabilmente per sempre, “I masnadieri”. Con questa tragedia Schiller entra violentemente nella storia della letteratura tedesca come poeta della ribellione e come suddito ribelle, retore della libertà politico-sociale e nella kantiana libertà etica. Ma soprattutto egli entra nella storia della drammaturgia con un evento straordinario, che si tentò più volte di imitare e a cui certamente molto dobbiamo. Ciò che affascina maggiormente in Schiller è la capacità di far scoppiare effetti scenici e fondare su questi la struttura della sua drammaturgia. Egli possiede un grandioso stile drammatico e quella particolarissima abilità scenica che consiste nel saper sfruttare ogni risorsa dell'emozione e della sorpresa. “I masnadieri” si inseriscono idealmente nello “Sturm und Drang”, e in quella luce di furore visionario l'opera attacca le istituzioni politiche, sociali e i pregiudizi morali nel proposito di impiegare il palcoscenico come "Istituto morale". In questo senso le parole di Schiller risuonano nell'orecchio del mondo contemporaneo e, quell'opera "giovanile", straordinaria, del poeta, mi è sembrata l'occasione giusta per poter far nascere la Giovane Compagnia del Teatro di Roma, con uno spettacolo agile, appassionato e di grande presa. (Gabriele Lavia)
“Eccessivo fino al delirio, il testo oggi coinvolge...e bene fa Lavia a lasciarlo parlare con bella chiarezza senza prenderne le distanze ma anzi sollecitando la compagnia di giovani in cuoio antracite e occhiali scuri a darci dentro, con un ritmo incalzante sottolineato dalle musiche di Franco Mussida. I giovani entrano nel gioco con gusto sull'esempio dello scelleratissimo Franz di Francesco Bonomo, che parte a razzo e riesce a mantenere il tono fino alla fine. Simone Toni (Karl), Gianni Giuliano (Moor) e Cristina Pasino (l'unica donna) e sedici altri reggono come lui senza cedimenti per le pur non brevi due ore e mezza” (Masolino d'Amico, La Stampa)

La Direzione del Teatro Comunale Chiabrera comunica che per motivi tecnici il concerto di Alexandra Dovgan, in programma sabato 25 marzo è stato posticipato a sabato 9 aprile.

I biglietti già acquistati rimangono validi anche per la nuova data.

   

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